Date le temperature decisamente estive, venerdì sera sono andata a correre dopo il tramonto.
Sull'asfalto, pezzettini di vetro diventano lucciole estive.
L'elicriso pungente si fa spazio nel naso,
conduce a memorie lontane e isolane.
Il paesaggio notturno si apre su colline illuminate,
luci intermittenti, spie di vite dimenticate,
verdi lune a testa in sù e
altoparlanti sordi, tesi al cielo veemente.
Affondate su materassi polverosi, si destano le membra
voci che richiamano, chiamano e chiedono di amare.
Dov'è il mare?
Ai piani alti, in questi giorni iniziano a parlare di annessione. Paura. Tanta.
Ieri allo zenit, bellissimo giro al mercato. Tantissime nuove bancarelle. Fiumi di donne e grumi di uomini tra la frutta e la verdura, tra kenwood usati dell'anteguerrra, vestiti palestinesi, pastori che vendono burro e formaggio, anziane velate che vendono mandorle verdi e ceci freschi.
domenica 17 maggio 2020
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