venerdì 10 aprile 2020

Al lettore, a chi rimane e a chi ha ancora voglia di leggere.

Al lettore: da I fiori del male di Baudelaire. 
«La stoltezza, l'errore, il peccato, l'avarizia, abitano i nostri spiriti e agitano i nostri corpi; noi
nutriamo amabili rimorsi come i mendicanti alimentano i loro insetti.
I nostri peccati sono testardi, vili i nostri pentimenti; ci facciamo pagare lautamente le nostre
confessioni e ritorniamo gai per sentiero melmoso, convinti d'aver lavato con lacrime miserevoli
tutte le nostre macchie. [...]». 

Ieri ho fatto la tinta a Imm Tawfiq, mamma della famiglia che vive sotto di noi. Poi le ho fonato e piastrato i capelli, cercando di dare il meglio di me.
Con questo servizietto mi sono guadagnata un invito a cena. 

Provando a usare la piastra

Ospite dalla famiglia Hosh 

Ho avuto occasione di suonare un po' la chitarra. Poi Jack, il papà di Tawfiq e Andrew, gemelli di quindici anni, mi ha mostrato alcune foto con tutti i turisti passati da qui, da Dar al Majus.

Dopo la cena, a base di spaghetti stracotti con formaggio, olive e rape, abbiamo guardato insieme un pezzo di un film libanese, bevendo whiskey e mangiando noccioline.
La famiglia in questione è cristiana, motivo per cui l'alcool è tranquillamente rintracciabile.

Di seguito qualche foto dell'ultimo periodo.

Cielo in terrazza

Moschea sulla piazza della Natività

Superluna

Cielo durante un'escursione/evasione solitaria pomeridiana

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